L’infrastruttura collaborativa che oggi definiamo Arthecity è il frutto di un percorso ventennale di evoluzione tecnologica, dibattiti propositivi e sperimentazioni sul campo, portati avanti dalla FNAS (Federazione Nazionale Arti in Strada) in costante sinergia con il suo partner tecnologico Plastic Jumper srls e con le amministrazioni locali.
Ecco le tappe fondamentali di un cammino condiviso che ha rinnovato le politiche culturali legate agli spazi pubblici in Italia.
Le fondamenta tecnologiche (I primi anni 2000)
Il codice di Arthecity poggia su un ecosistema software solido, etico ed open-source basato su Django Framework. Prima ancora che la piattaforma prendesse il nome attuale, Plastic Jumper ha sviluppato negli anni i moduli nativi necessari a dialogare in sicurezza con la Pubblica Amministrazione: Hydra (per l'amministrazione dei soci), Priscilla Framework (per il content management) e Gregory (per la validazione e la tutela della privacy e dei dati sensibili). Su questo nucleo è stato edificato Fedro, il motore software specifico per la gestione armoniosa del territorio.
Il 2017: Il Manifesto e il doppio battesimo (Messina e Pesaro)
Il 2017 segna l'uscita del progetto dall'ambito puramente tecnico per diventare una proposta di ampio respiro culturale. Il 31 agosto viene pubblicato il "Manuale Breve", un documento programmatico per rassicurare la community e definire in modo trasparente i flussi di prenotazione sul territorio.
Nel giro di poche settimane, il network vive due importanti momenti di applicazione pratica:
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Il Modello Messina (10 Agosto 2017): L'amministrazione comunale emana un'ordinanza sperimentale che recepisce per intero il Codice Etico di FNAS, semplificando i passaggi burocratici e valorizzando lo spazio pubblico come luogo di espressione plurale.
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La nascita di Arthecity a Pesaro (22 Agosto 2017): Sulla scorta delle prime sperimentazioni pilota avviate a Trieste, la vecchia piattaforma Strada Aperta cambia ufficialmente nome in Arthecity. Pesaro (Città Creativa Unesco) entra nel network inaugurando un modello ispirato alla metropolitana di Londra: centro storico interamente libero con 4/5 piazzole preferenziali marcate a terra e georeferenziate sul portale.
Nello stesso anno, il progetto viene presentato a Milano al circuito GAI (Giovani Artisti Italiani) alla Fabbrica del Vapore, inserendo ufficialmente le arti di strada all'interno dei tavoli di pianificazione e confronto urbanistico nazionali.
Il 2018: Il Crowdfunding e la convergenza dei progetti
A marzo del 2018, il network compie un importante passo in avanti, lanciando una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Eppela. Selezionato per il programma di mentoring sostenuto da Nastro Azzurro, il progetto raccoglie il sostegno necessario per inaugurare una nuova fase di sviluppo.
Il 3 aprile 2018 viene sancita la convergenza definitiva di tre storici percorsi di FNAS: Arthecity (lo strumento per la mobilità dei performer), il Patto dei Comuni Amici (l'impegno e la sensibilità delle amministrazioni) e Buona Strada (il portale di cittadinanza attiva). Artisti, amministratori e cittadini confluiscono così in un'unica grande comunità collaborativa e solidale.
Giugno 2018: La consacrazione del "Modello Torino"
Grazie a un proficuo percorso di ascolto tra l'Assessore ai Diritti Marco Giusta, il Direttore FNAS Federico Toso e le realtà locali, la Città di Torino approva in Sala Rossa una delibera di grande rilievo ed entra in FNAS in qualità di socio sostenitore. Il regolamento attua un principio fortemente innovativo: la quasi totalità del territorio cittadino viene aperta alla libera espressione (esibizioni autorizzate ovunque dalle 10 alle 22 anche con l'uso di amplificatori).
L'uso della piattaforma informatica Arthecity viene circoscritto esclusivamente alla gestione equilibrata di 27 postazioni distribuite su 5 assi centrali storici ad alta affluenza (Piazza Castello, via Roma, via Garibaldi, via Lagrange e via Carlo Alberto). Viene introdotto il principio della responsabilità del singolo operatore: le misure sanzionatorie più incisive (come il sequestro cautelare della strumentazione acustica) possono scattare solo dopo la terza violazione accertata nel corso dell'anno solare, tutelando e valorizzando i performer virtuosi. I dati del primo trimestre confermano l'efficacia dell'approccio: a fronte di oltre 600 esibizioni, le contravvenzioni si riducono a sole 3 segnalazioni in tre mesi.
2019 - 2021: L'orizzonte europeo e la transizione web
Negli anni successivi, Arthecity estende il proprio raggio d'azione attraverso la cooperazione internazionale:
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Nel 2019, entra nel progetto europeo H2020 MONICA, portando all'attenzione internazionale come l'arte di strada sia uno strumento di mediazione culturale e inclusione capace di mitigare i disturbi acustici e sociali legati alle aree della Movida urbana.
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Nel 2020, il sistema sceglie di concentrarsi su un'architettura web responsive accessibile da browser mobile, ottimizzando i tempi di caricamento delle mappe e rendendo il check-in immediato da qualsiasi smartphone, superando la necessità di aggiornamenti costanti tramite gli store. A fine anno, ottiene il prestigioso contributo europeo Culture of Solidarity Fund, trasformando il portale in uno strumento transnazionale per promuovere la creatività delle compagnie professionali italiane all'estero durante la complessa congiuntura pandemica.
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All'inizio del 2021, dopo cinque anni intensi, il Direttore Federico Toso passa il testimone a una nuova direzione ponte, lasciando un network consolidato, strutturato e pienamente capace di far dialogare le esigenze del professionismo con quelle della libera espressione.
Il Futuro: Arthecity e la nuova app per la community
Oggi, a quasi vent’anni dal lancio del primo storico modulo digitale per l’arte urbana sviluppato con il Comune di Trieste, l’eredità del progetto compie un vero e proprio salto generazionale. Questa evoluzione radicale è il frutto dell'esperienza sul campo e del lavoro sinergico di grandi municipalità come Milano e Torino, del contributo storico di Trieste e dell'ingresso nel network di importanti realtà come Venezia, Como, Piacenza e Ferrara.
La metamorfosi si manifesta in modo decisivo su Arthecity, che si rinnova completamente con un’interfaccia grafica moderna e intuitiva, un’usabilità ripensata per rendere i processi fluidi sia per gli artisti sia per gli operatori comunali, e mappe ottimizzate per una geolocalizzazione precisa delle postazioni e degli spettacoli in tempo reale.
La grande novità di questa nuova era è il rilascio di un'App dedicata, uno strumento sdoppiato e progettato su misura per rispondere alle esigenze quotidiane dell'artista (nella gestione della propria mobilità) e del cittadino. Se l'obiettivo principale resta quello di semplificare e azzerare il rapporto burocratico con la Pubblica Amministrazione, la nuova versione compie un passo oltre, trasformando Arthecity in un potente canale di comunicazione, turismo e cultura.
La piattaforma diventa così un vero e proprio book multifunzionale e una vetrina dinamica: uno strumento grazie al quale cittadini e turisti possono scoprire le performance dal vivo, esplorare i profili dei performer e valorizzare quel meraviglioso "sottobosco artistico" che da sempre popola, colora e umanizza i nostri centri urbani.
Ultimo aggiornamento: 25-06-2026 17:10:16